MEF: che fine ha fatto il rispetto per i lavoratori?
“Sono stanco…in 38 anni di Amministrazione non ho mai visto un trattamento così irrispettoso nei confronti di un seppur ristretto numero di lavoratori”.
“…io la mia firma sugli atti per il recupero CUT, attività che svolgo da quasi 15 anni, la continuo a mettere…..”.
Così iniziano alcune lettere inviateci da colleghi delle Corti di Giustizia Tributaria, lettere che potrebbero tranquillamente riguardare colleghe/i delle RTS, degli UCB o dei tantissimi Uffici di Via XX Settembre.
Non sono lettere animate dalla rabbia né rivolte indistintamente contro qualcuno. Sono, invece, racconti lucidi e sinceri, proprio per questo ancora più significativi. Parole cariche di demotivazione, rassegnazione e frustrazione, che descrivono con amarezza una realtà ormai evidente: la Pubblica Amministrazione ed il MEF, nello specifico, non riescono a valorizzare, tutelare e incentivare quei lavoratori che, con orgoglio e senso del dovere, ogni giorno timbrano il cartellino e mettono la propria professionalità al servizio dell’Amministrazione di appartenenza, del MEF in primis.
È una riflessione che non può essere ignorata. Perché quando a venir meno è il riconoscimento dell’impegno, della competenza e della responsabilità di chi garantisce quotidianamente il funzionamento dell’Amministrazione, a perdere non sono soltanto le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, ma l’intera Amministrazione Pubblica.
È facile inventarsi performance e la loro valutazione, creare scaglioni di raggiungimento degli obiettivi, prevedere la classe dei “più bravi assai”, calcolare/valutare al millesimo un’assenza piuttosto che un’altra, se poi viene meno la parte più importante ed invasiva, dopo aver riconosciuto il giusto valore delle attività svolte corrispondere in tempi “DIGNITOSI” quanto dovuto.
Invece si continua a contrattare attività svolte due-tre anni prima, (CUT 2023-2024), si continua a mantenere il riserbo assoluto sulle date di erogazione, si continua a prevedere “tempi brevi” che poi di breve non hanno nulla!
In parole semplici, si continua a trattare come “sudditi” coloro che, con il proprio lavoro quotidiano, consentono all’Amministrazione di raggiungere gli obiettivi prefissati. Obiettivi che, al contrario, vengono puntualmente valorizzati e retribuiti con tempi certi e rapidi.
Per questo chiediamo di conoscere, con la massima urgenza, le tempistiche previste per il pagamento del CUT relativo agli anni 2023 e 2024 e che venga finalmente avviato un cambio di passo nella gestione delle procedure di liquidazione delle diverse voci che compongono il salario accessorio del personale del MEF.
È altresì indispensabile garantire una comunicazione chiara, tempestiva e trasparente sullo stato delle procedure e sulle relative tempistiche, nel rispetto dei lavoratori che, ogni giorno, assicurano con competenza e senso di responsabilità il buon funzionamento dell’Amministrazione.
“Questo è il mio lavoro, il mio dovere e lo svolgo diligentemente, nonostante Voi……”
Roma, 07/07/2026
Il Coordinatore Nazionale
Walter Marusic

