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Il valore di una vita!

È proprio vero, “nella vita non si smette mai di imparare”, serviva il Coronavirus per scoprire qual è il valore di una vita per i nostri governanti.

Nel D.L. n. 18/2020 c.d. “Cura Italia” l’art.63, prevede infatti un premio pari a €. 100 netti per chi si sia recato sul posto di lavoro, pubblico o privato, parametrato ai giorni di effettiva presenza in sede.

Sono esclusi dal premio i lavoratori che hanno superato i 40.000 € di reddito complessivo nel 2019.

Già perché sopra quella soglia non sei più un eroe ma un “fesso”.

A questo punto ci viene in mente la prima considerazione: ma niente niente il Coronavirus colpisce in base al reddito e non ce lo hanno detto?

Ad ogni modo da oggi sappiamo che il valore di una vita umana si misura in base all’ISEE.

Altra considerazione: ma uno Stato che si definisca tale, invece di retribuire il rischio sostenuto non dovrebbe eliminarlo o quantomeno ridurlo al minimo?

Continuiamo….

Da una parte il Governo ci ripete giustamente e continuamente come l’unico baluardo alla diffusione del contagio sia quello di stare a casa, dall’altra, ora, a epidemia ancora in corso, “premia” chi è stato obbligato ad andare nei posti di lavoro dove magari non c’era alcuna reale necessità di farlo e persino senza i dovuti dispositivi di protezione individuale: mascherine, guanti o gel disinfettante.

Chi è stato obbligato a recarsi nei posti di lavoro verrà “premiato” con un massimo di €. 100 nette, perfetto, ma se da quella presenza ne è scaturita la diffusione del virus verso genitori già provati da altre patologie, o bimbi piccoli, o “semplicemente” amici, colleghi o quant’altro, il premio aumenta o scatta la denuncia?

Stiamo già entrando troppo nel dettaglio delle scelte fatte da chi ha l’obbligo, morale prima ancora che politico, di Tutelare il Popolo Italiano, forse è più dignitoso fermarsi qui.

Avremmo preferito altro, più attenzione alla sicurezza nei posti di lavoro, più velocità nell’affrontare le notevoli criticità fisiche, psicologiche, presenti nel mondo del lavoro. Ci saremmo aspettati più tutela verso quei lavoratori lasciati alle decisioni di Dirigenti non adatti a gestire l’ordinaria amministrazione figuriamoci quella straordinaria.

Decisioni che stanno portando tanti lavoratori a recarsi nei posti di lavoro senza una effettiva indifferibile necessità e in molti casi senza siano state predisposte azioni di tutela negli ambienti di lavoro.

Prima di tutto questo e in alcuni casi al posto di tutto questo e nel pieno dell’emergenza sanitaria si decide per altro, per poco.

In fondo, i 100 €. sono esentasse!

 

Roma, 19/03/2020

                                                                                 Il Coordinatore Nazionale
                                                                                            (Walter Marusic)